Wildsite.it: un sito web country per una scuola di country dance che aveva bisogno di ordine

Il sito web di Wildsite esisteva dal 2015. Il problema non era la sua assenza — era quello che non riusciva più a fare. Ecco come abbiamo rimesso ordine.

⏱️ 5 minuti di lettura


Marco Griffini | Web Designer

Immagine cover progetto wildsite

Il visitatore ha letto la homepage. Ha capito cosa fai. Ha guardato i tuoi lavori, ha letto qualche testimonianza. È convinto.

Clicca su “Contatti”.

E poi sparisce.

Non perché abbia cambiato idea. Non perché abbia trovato qualcuno di meglio. Ma perché qualcosa in quella pagina ha messo un freno nel momento peggiore — quello in cui era già pronto a scrivere.

La pagina contatti è la pagina più trascurata del sito. Eppure è l’ultima che il visitatore vede prima di decidere se contattarti o no.

In questo articolo ti spiego cosa blocca i visitatori nella pagina contatti del sito web — e cosa serve davvero per non perdere contatti qualificati nell’ultimo metro.

1. La situazione di partenza

Immagine mockup sito web country - Wildsit.it

Wildsite esiste dal 2015. Roberto Bresciani ha costruito nel tempo una scuola e un gruppo di country dance con corsi su tre livelli — base, intermedio, avanzato — serate, eventi e una community di ballerini affezionati.

Quando mi ha contattato, il problema non era la mancanza di un sito. Il sito c’era, era online, era attivo. Ma era rimasto fermo mentre l’attività intorno a lui era cresciuta.Il risultato: un disallineamento tra quello che il sito comunicava e quello che Wildsite era diventata.

In concreto:

  • Navigazione poco chiara: chi arrivava sul sito faticava a trovare le informazioni più importanti
  • Contenuti difficili da leggere: testi lunghi, struttura non ordinata, nessuna gerarchia visiva
  • Percorso utente rotto: scoprire i corsi, gli orari, le sedi e contattare richiedeva troppi passaggi
  • Esperienza mobile trascurata: il sito non era pensato per chi naviga da smartphone

Un sito che funzionava nel 2015 non è detto che funzioni ancora oggi. Le abitudini di chi naviga cambiano, i contenuti si accumulano, l’attività cresce. Il problema non era il sito in sé — era che non teneva più il passo.


2. L’obiettivo: un flusso semplice per un sito web country

Prima di toccare qualsiasi cosa, ho cercato di capire cosa doveva fare davvero il nuovo sito. La risposta era semplice: chi arriva su wildsite.it deve capire subito cosa fa Wildsite, a chi si rivolge e come iniziare.

Il flusso su cui abbiamo lavorato era chiaro fin dall’inizio:

  1. Guardo i corsi e gli orari: cosa si impara, a che livello, quando e dova
  2. Capisco dove si svolgono: filtro per sede; trovo il corso vicino a me con un click
  3. Contatto: posso scegliere se contattare direttamene l’insegnante o wildsite

Tutto il resto — struttura, contenuti, grafica — doveva servire questo flusso. Non il contrario.


3. Il lavoro fatto

Migrazione su WordPress

Il primo passo è stato spostare il sito su WordPress: una piattaforma stabile, flessibile, e gestibile autonomamente da Roberto nel tempo. Senza dipendere da nessuno per aggiornare contenuti, aggiungere un evento, pubblicare una coreografia.

Nessun page builder: codice pulito, caricamento veloce, pieno controllo sulla struttura.

Sezione corsi riprogettata con filtro per sede

La sezione corsi era il cuore del sito. L’ho riorganizzata intorno alle informazioni che contano davvero: livello, orari, sede, cosa si impara. Niente testi inutili intorno.Ho aggiunto un filtro per sede: chi arriva sul sito e vuole sapere dove si svolgono le lezioni vicino a lui può farlo in un click, senza dover scorrere tutto.

Struttura per eventi e coreografie

Oltre ai corsi, Wildsite organizza serate ed eventi e raccoglie coreografie nel tempo. Ho impostato una struttura che Roberto può gestire da solo: aggiungere eventi, pubblicare coreografie, tenere aggiornati i contenuti.

L’obiettivo non era solo il sito del giorno del lancio. Era un sito web country che funzionasse anche tra un anno.

Ottimizzazione mobile prima di tutto

La maggior parte delle persone che cerca informazioni su una scuola di ballo lo fa da smartphone. Ho curato ogni sezione per l’esperienza mobile: testi leggibili, navigazione comoda, tempi di caricamento veloci.

I dati di Google Search Console dei primi tre mesi lo confermano: il 76% dei clic sul sito arriva da dispositivi mobili.


4. I numeri dopo il lancio del sito web country

Questi dati vengono da Google Search Console e coprono i primi tre mesi di vita del nuovo sito web country — un periodo in cui un sito nuovo sta ancora costruendo la sua presenza organica.

DatoValoreNota
Clic totali (3 mesi)229Traffico organico da zero, da sito inattivo
Impressioni totali911Il sito appare nelle ricerche
CTR medio25,1%Ottimo: chi vede il sito, ci clicca
Traffico mobile76%173 clic su 229 — coerente con l’uso reale
Crescita mensile clic+20% gen→mar70 → 71 → 84 clic mensili
Pagina corsi base49 clic, 521 impr.La più cercata dopo la home
Homepage CTR39,9%130 clic su 326 impressioni
Keyword “country dance milano”Posizione 9Potenziale locale ancora da ottimizzare

Un CTR del 25% su un sito nuovo è un segnale positivo: significa che quando wildsite.it appare nei risultati di ricerca, le persone ci cliccano. Il lavoro sulla struttura e sui titoli delle pagine fa già il suo effetto.

La tendenza è in crescita: dai 70 clic di gennaio agli 84 di marzo, con il sito che nel tempo inizia a consolidare le sue posizioni su keyword legate ai corsi e agli eventi. La pagina del corso base è già la più impressionata del sito — 521 impressioni in tre mesi per una pagina di una scuola locale non è un risultato banale.

5. Le parole di Roberto

Questa frase, lasciata come recensione Google, dice esattamente quello che considero il cuore del lavoro che faccio.
Non ho imposto una soluzione. Ho ascoltato, ho fatto ordine, ho costruito qualcosa che fosse davvero suo — che rispecchiasse Wildsite per quello che è, non per quello che avrebbe potuto sembrare.

Il sito più efficace non è quello con più effetti speciali o più pagine. È quello che aiuta le persone giuste a trovare quello che cercano, senza ostacoli.


6. Cosa mi porto da questo progetto

Wildsite è stato uno dei primi progetti su cui ho lavorato con Griffini Design. E mi ha confermato una cosa che vale per quasi tutti i siti che analizzo:

il problema non è quasi mai l’assenza di un sito. È il disallineamento tra quello che il sito dice e quello che l’attività è diventata.

Roberto aveva già tutto: la scuola, i corsi, gli allievi, la community. Mancava uno strumento digitale all’altezza. Ora c’è.

🚀Hai un sito che non rispecchia più quello che fai?

Se ti sei riconosciuto in qualcosa di questa storia — un sito fermo, un percorso utente che non aiuta, contenuti difficili da navigare — possiamo ragionarci insieme.

Compila il form o scrivimi su WhatsApp: ti rispondo personalmente, senza impegno, per aiutarti a fare chiarezza — e capire qual è il passo giusto per te.


📍Peschiera Borromeo (Milano) – Ovunque da remoto

    Leave a Comment